«Lo sport mi è sempre piaciuto, giocavo un po’ a basket, a tennis senza maestro, però lo sport era il calcio e basta. Clemente oggi sarà in sede a Pian di Massiano per definire l’accordo con il Perugia calcio e cominciare la sua nuova avventura sportiva. L’augurio è che questa nuova partnership possa portare fortuna alla Fiorentina, così come l’appuntamento di lunedì prossimo in piazza Santo Spirito per la presentazione della maglia ai fiorentini. Si. Per poi tornarci in seguito. Va ricordato che dal 1919 al 1939, su una trentina di ministri della Guerra, solo tre furono militari: Nollet nel 1924; Pétain e poi Maurin nel 1934 e nel 1935; e che su 4892 deputati nello stesso periodo, solo 220 provenivano dall’esercito. Proprio la Viverna (colorata generalmente in giallo) domina nello stemma sociale del club, che storicamente si presenta sotto forma di ancile palato rosso-verde, contenente nella parte superiore una fascia ricurva bianca atta a riportare la denominazione sociale, a caratteria stampatelli neri. La Spal è sotto di due gol e sta combattendo da ottanta minuti contro l’inferiorità numerica a cui è stata condannata dalla repentina espulsione di Felipe: lo si capisce dal movimento controintuitivo di Borriello, diretto con il pallone verso la sua porta, che i ferraresi non hanno null’altro da chiedere alla partita se non un po’ di pace.
La direzione venne affidata a Joffre, e Pétain, pose subito tre domande: “È opportuno preparare in tempo di pace una organizzazione difensiva in grado di assicurare l’inviolabilità del territorio? ” Aggiunge: “L’inviolabilità del territorio deve essere assicurata in una maniera assoluta? La Commission era assistita da un secrétariat permanent e da delegazioni locali per un’accurata ricognizione del territorio. L’organizzazione difensiva era fondata su tre Régions fortifiées Metz, Lauter e Belfort con fortifications permanentes ultramodernes che si estendevano fino a 30 chilometri di profondità. Si progettarono tre régions fortifiées, Metz, Lauter e Belfort, composte da fortificazioni permanenti con alle spalle positions de barrage a 30 chilometri per dare profondità al sistema difensivo. Le fortificazioni dovevano rispondere a tre esigenze: sbarrare le grandi strade di comunicazione, mettere al sicuro i dipartimenti del Nord-Est con le industrie metallurgiche e estrattive, costituire una base eventuale per future operazioni offensive. Le Régions dovevano sorgere nelle zone di più probabile dispiegamento nemico, facilitare le operazioni delle truppe di campagna e permettere di “appuiere leur debouche” quando sarebbero passate all’offensiva. Il 15 dicembre il Conseil supérieur de la guerre, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Ministro della Guerra e delle più alte autorità militari, decise per un: “Système discontinu de régions fortifiées construìt des le temps de paix” a sbarramento delle probabili vie di invasione.
Si dette invece la precedenza alle Régions fortifiées di Metz e del Lauter, fiume alsaziano che segna durante il suo percorso il confine con la Germania, e all’organizzazione difensiva del Reno alsaziano. Durante le manovre comanda perfettamente. Durante questa partita il brasiliano Tonihno Cerezo dovette abbandonare il campo a causa dei crampi ed il ‘divino‘ Falcao non se la sentì di tirare dal dischetto. L’affermazione, presa in senso generale, è inaccettabile, perché solo l’offensiva può portare alla vittoria, ma se esaminiamo su un campo di battaglia due eserciti di fronte, è di tutta evidenza che quello che si attesterà sulla difensiva, disponendo di una eccellente sistemazione e di un campo di tiro favorevole, sarà in condizioni migliori di quello che avanza in campo aperto. Una nuova Sampdoria è pronta a scendere in campo. Il 31 dicembre nacque una nuova commissione, la Commission de défense des frontières C.D.F., guidata dal generale Guillamaut, composta dai generali Berthelot, Debeney, Degoutte, Maurin, Filonneau per il Genio, e Bineau sottocapo di stato maggiore. Il 17 Maggio 1922 si aprì la prima solenne seduta, presenti il presidente della Repubblica Millerand, il nuovo ministro della Guerra Maginot, tre prestigiosi marescialli di Francia Joffre, Foch e Pétain e i generali Weygand, Berthelot, Buat, Debeney, Guillamaut, Hellot.
Il colonnello Pétain alla vigilia della prima guerra mondiale si prepara al pensionamento. Il primo è il colore principale della prima maglia, mentre il secondo è il colore principale della seconda maglia. L’importanza del fuoco sarà di nuovo contestata negli anni che verranno come lo fu nel secondo periodo del Primo Impero e con minori ragioni di allora. Perdiamo così la migliore e la più potente delle nostre opere, quella che riassumeva le ragioni della nostra fiducia, lo splendido osservatorio che ci avrebbe permesso di sorvegliare e di battere il terreno». Il forte: «malgré son importance primordiale, n’avait fait l’objet, en temp utile, d’aucune mesure spéciale». Rileva nel suo “La bataille de Verdun” che le truppe in ritirata sono «scivolate» sui fianchi dell’imponente fortificazione senza fermarsi a presidiarla, perché considerata un «nid à obus» da cui tenersi lontani. Pétain pone rimedio all’inescusabile errore impartendo l’ordine di dare ai forti che si dimostreranno, ben inseriti nel complesso delle opere, l’ossatura della linea difensiva, un comandante e una guarnigione. A giugno cadrà il forte di Vaux, ma dopo una resistenza asperrima. L’agonia dei difensori è scandita dai loro messaggi. Il mattino del giorno quattro, a mezzo di un piccione viaggiatore, giunge un messaggio: «Nous tenons toujours, mais nous subissosn une attaque par les gaz et les fumées très dangereuse.